Interpretazione dati¶
Obiettivo di questo passo: passare dalle dromocrone alla sezione del sottosuolo — profondità e forma dei rifrattori, velocità e parametri elastici degli strati. Il software applica il Metodo Reciproco Generalizzato (G.R.M.) di Palmer (1980).
Nella sezione Interpretazione trovi quattro schede, da percorrere in ordine: Funzione velocità, Funzione tempo-profondità, Andamento morfologico rifrattori e Mappa velocità.
1. Funzione velocità → XY ottimale¶
La funzione velocità serve a determinare la velocità reale del rifrattore. Il software propone più curve, una per ciascun valore di prova del parametro XY.
Quale curva scegliere
Scegli la curva che mostra il più basso tasso di irregolarità, cioè l'andamento più rettilineo. La curva selezionata definisce il valore di XY ottimale, che verrà usato in tutte le fasi successive dell'elaborazione G.R.M.
È il parametro introdotto da Palmer per ricostruire rifrattori irregolari, laddove i metodi precedenti (tiro coniugato, delay time, plus–minus) assumevano superfici a pendenza dolce e regolare.
2. Funzione tempo-profondità¶
Calcolato XY ottimale, il software costruisce la curva tempo-profondità, che considera la profondità al posto della distanza intergeofonica. Questa curva ha un preciso significato fisico: restituisce la forma dell'orizzonte di rifrazione espressa nel dominio dei tempi, cioè l'andamento del rifrattore prima della conversione in metri.

3. Andamento morfologico dei rifrattori¶
È il risultato vero e proprio: la sezione 2D del sottosuolo.
Geometricamente, la proiezione di ciascun geofono sulla discontinuità viene trattata come il raggio di una circonferenza; il rifrattore è ricostruito come inviluppo delle tangenti agli archi di cerchio tracciati sotto tutti i geofoni.

Dal menu Disegno puoi regolare la resa grafica: angolo degli archi di circonferenza, spessore degli strati, estensione orizzontale della sezione, colore e raggio dei simboli dei geofoni; puoi inoltre inserire testi (titolo dell'indagine, località, data) e zoomare.
Più geofoni ravvicinati, rifrattore più fedele
Il dettaglio con cui la superficie viene ricostruita dipende dalla densità dei geofoni: interdistanze piccole restituiscono un rifrattore più articolato e più vicino alla realtà.
4. I risultati numerici¶
Accanto alla sezione, la griglia riporta per ogni strato la profondità sotto ciascun geofono e i parametri calcolati:
| Grandezza | Significato |
|---|---|
| Vp | velocità delle onde di compressione |
| Vs | velocità delle onde di taglio |
| G0 | modulo di taglio a piccole deformazioni |
| Ed | modulo dinamico |
| M0 | modulo edometrico |
| Ey | modulo di Young |
| Coeff. Poisson, Densità | valori assegnati per strato |
Cliccando su un valore il software ne mostra la descrizione estesa. Nel campo Descrizione puoi assegnare a ciascuno strato un nome litologico (es. coltre di alterazione, scisti fratturati), che comparirà nella legenda della sezione e nella relazione.
La velocità non identifica la litologia
Assegna i nomi litologici con prudenza e, dove possibile, tarandoli su un sondaggio. All'interno dello stesso materiale la velocità varia con compattazione, fratturazione e porosità: due strati con velocità diverse possono essere lo stesso litotipo in condizioni differenti.
5. Mappa velocità¶
L'ultima scheda restituisce la distribuzione delle velocità nel sottosuolo come mappa a colori: colori freddi = velocità basse, colori caldi = velocità elevate. È una lettura d'insieme utile a individuare rapidamente anomalie laterali.

Se il risultato non torna, si torna al picking
La morfologia dei rifrattori dipende direttamente dai primi arrivi. Se la sezione mostra forme implausibili o gradini bruschi, quasi sempre la causa è un primo arrivo letto male su una o due tracce. Torna a Input dati → Tracce, correggi il picking con la finestra di zoom e ricalcola: la sezione si aggiorna di conseguenza.
6. Generare la relazione¶
Completato lo studio, clic su Genera relazione. Il report raccoglie automaticamente dati generali e area di studio, tabelle di posizione e quota dei geofoni, primi arrivi, dromocrone, rifrattori, grafici di velocità e tempo-profondità, sezione stratigrafica e parametri elastici, oltre a cenni teorici e alle formule del metodo.

Quello che vedi è quello che stampi
Nella relazione finiscono i grafici come sono impostati al momento della generazione: se nella scheda Dromocrone hai lasciato selezionate solo le dirette, nel report compariranno solo quelle. Prima di generare, imposta le viste che vuoi documentare (di norma Battute: tutte, Dromocrone: tutte).
La relazione è esportabile in RTF, DOC, DOCX, PDF e HTML; dalla barra Progetto puoi inoltre esportare l'immagine della sezione, il DXF, un file CSV e i dati per altri software GeoStru.
Prima di consegnare, vale la pena passare dai Controlli di qualità ed errori comuni.